By Paolo Grossi

La collana «Fare l'Europa» nasce dall'iniziativa di cinque editori di lingua e nazionalità differenti (Beck in Germania, Basil Blackwell in Inghilterra, Crítica in Spagna, Laterza in Italia e Seuil in Francia). I volumi che proponiamo sono dovuti ai migliori storici odierni. Essi affronteranno i temi essenziali della storia europea nei diversi campi: economico, politico, sociale, religioso, culturale. Avranno consistent with orizzonte los angeles ricerca dell'identità collettiva dell'Europa attraverso le peripezie della sua storia e los angeles pluralità delle sue componenti. Non costituiranno una collana «accademica», ma si indirizzeranno a un largo pubblico intelligente, colto, esigente quanto a rigore e autenticità, ma non specialista.

 

Jacques Le Goff

«Vogliamo sottolineare al lettore che il diritto, anche se le sue manifestazioni più vistose sono in solenni atti legislativi, appartiene alla società e quindi alla vita, esprime l. a. società più che lo Stato, è il tessuto invisibile che rende ordinata l. a. nostra esperienza quotidiana, consentendo los angeles convivenza pacifica delle reciproche libertà. Consapevoli di tutto questo, cercheremo nelle pagine che seguono di dominare l'interezza del paesaggio giuridico. Non dimenticheremo mai cioè che il diritto è una mentalità, esprime un gown e lo ordina. consistent with questo dedicheremo una prevalente attenzione al diritto che ordina l. a. vita quotidiana dei privati. Il nostro cammino è lungo: più di millecinquecento anni.»

Paolo Grossi ripercorre una dimensione della storia generalmente trascurata, quella giuridica. Il criterio metodologico che guida il suo percorso di rigorosa sintesi è quello di comparare e distinguere le diversified esperienze giuridiche dell'Europa medievale, moderna e postmoderna. Non un itinerario filato e continuo, ma piuttosto tre momenti di uniqueness discontinuità, tre maturità di tempi da contemplare e decifrare nel pieno rispetto delle loro autonome fondazioni.

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By Giuseppe Squillace

Laffascinante percorso politico di un re capace di modulare guerra e diplomazia, di compattare il frammentato mondo greco, di preparare al figlio Alessandro Magno los angeles strada according to l. a. conquista dellimpero persiano.«Se fosse un servo o un figlio bastardo a sperperare e a dilapidare le sostanze che non gli spettano, quanto più grave e irritante, in line with Eracle, potrebbe essere definito da tutti il suo comportamento! Ma su Filippo e su quello che egli fa attualmente, non si esprime un giudizio di questo genere: eppure non solo egli non è un Greco e non ha nessuna affinità con i Greci, ma non è neppure un barbaro originario di una regione che è onorevole menzionare, è una peste di Macedone, di un paese dal quale prima non period nemmeno possibile acquistare uno schiavo di valore.» [Demostene, Terza filippica]. Disprezzato dallateniese Demostene, poco studiato nelle accademie e schiacciato nellimmaginario collettivo dalla figura del figlio Alessandro Magno, poco si sa in realtà della personalità di Filippo II di Macedonia, che preparò l. a. strada alla diffusione della cultura greca fino alle sponde dellIndo. In questa agile biografia, Squillace stila un ritratto affascinante del re, svelandone capacità e risorse inaspettate: Filippo seppe abilmente adattare i suoi comportamenti alle circostanze e modellare le sue scelte politiche alle situazioni contingenti; impose direttamente il suo potere su taluni popoli e altri li tenne sotto controllo sfruttando le istituzioni preesistenti; rese stabile e sicura l. a. monarchia macedone e compattò il traballante mondo greco. Aveva un progetto ambizioso: unire Grecia e Macedonia in keeping with sfidare limpero persiano. Venne assassinato prima di poter realizzare il suo obiettivo, ma limpresa non andò perduta e fu compiuta dal figlio Alessandro Magno.

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By Autori Vari,Benedetta Baldi

Nel dibattito politico italiano degli anni Settanta si diffonde l’uso dei termini delegittimare e delegittimazione consistent with indicare, in un primo momento, il disconoscimento dell’autorità politica e, più in generale, dello Stato democratico fondato sulla Costituzione.
Da pace, i termini sono impiegati nell’analisi critica del discorso politico e, in questo quantity, vengono utilizzati come tecnicismi in line with caratterizzare procedimenti discorsivi tesi a spingere fuori dal recinto dei valori condivisi un comportamento o un agente politico.
Il libro affronta gli aspetti propriamente linguistici e discorsivi e le strategie pragmatiche della delegittimazione, senza perdere di vista le suggestioni che provengono da considerazioni storico-culturali e filosofiche.

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By Deborah Lipstadt,Giuliana Lupi

La verità negata ricostruisce il celebre processo che, all'inizio del 2000, vide contrapporsi nell'aula di un tribunale britannico lo storico David Irving e Deborah Lipstadt, studiosa dell'Olocausto e docente presso l. a. Emory collage di Atlanta. Sulla base di turn out incontestabili, Lipstadt aveva definito Irving un «negazionista» e in keeping with questo period stata chiamata a difendersi dall'accusa di diffamazione. Eppure, nei suoi libri Irving aveva più volte messo in dubbio l'esistenza di un qualsivoglia progetto di sterminio: a suo dire, gli ebrei morti nei campi di concentramento erano stati uccisi dal tifo o da qualche altra malattia, Hitler non period il responsabile della Soluzione finale e, soprattutto, non esistevano camere a gasoline advert Auschwitz. Nonostante questo, Irving godeva di grande rispetto e gli storici, anche autorevoli, elogiavano los angeles serietà delle sue ricerche.

Ben presto l'opinione pubblica ebbe l. a. possibilità di cogliere los angeles vera portata del processo. Infatti, lungi dall'essere una banale querelle fra storici, lo scontro tra Irving e Lipstadt non solo smascherava le planned falsificazioni di Irving in merito all'Olocausto e il suo tentativo di occultare l'operato di Hitler, così come non si limitava a rivelare lo stretto legame esistente fra le sue convinzioni ideologiche e los angeles continua manipolazione delle fonti, ma poneva questioni fondamentali sotto il profilo morale prima ancora che storiografico: è giusto affidare a un'aula di tribunale l'onere di dimostrare l. a. verità delle testimonianze dei sopravvissuti? Dove passa il confine tra l. a. libertà di parola e l'immunità concessa ai divulgatori di menzogne? Quale compito attende tutti coloro che si battono in line with difendere l. a. Memoria e impedire che i sei milioni di vittime della Shoah muoiano una seconda volta in line with mano delle falsificazioni negazioniste? Perché di questo si tratta. Il negazionismo – oggi spesso liquidato come una semplice «interpretazione eccentrica» dell'Olocausto – affonda le sue radici nell'antisemitismo, e, come scrive Deborah Lipstadt, «l'antisemitismo in sé non può essere sconfitto ... perché resiste alla ragione, non lo si può confutare, ma va combattuto di generazione in generazione».

Se La verità negata racconta los angeles vittoria giudiziaria su Irving e le teorie negazioniste, una vittoria conseguita da ebrei e non ebrei nella convinzione comune che l'antisemitismo sia un male che mette a repentaglio l'intera società, al pace stesso ci ricorda che non si tratta di un successo definitivo. los angeles verità, infatti, va continuamente ripetuta, non va messa a tacere. according to il silenzio su una questione così cruciale non ci sono scuse.

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By Dario Fertilio

l. a. storia di Archimede, giovane contadino reclutato nei hole, si intreccia con los angeles tragedia dei sette eroici fratelli Cervi fucilati dai fascisti. I crescenti dubbi del protagonista lo portano a scoprire una realtà scomoda sulla morte dei fratelli Cervi. los angeles guerra civile gli rivela il suo volto disumano: i Cervi erano stati traditi e denunciati da un infiltrato, una verità che deve essere nascosta.

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By Arrigo Petacco

L'8 settembre 1943, quando dopo 1201 giorni di guerra il maresciallo Pietro Badoglio, capo del governo, annunciò l. a. firma dell'armistizio con gli Alleati, circa seicentomila soldati italiani si trovavano rinchiusi nei campi di prigionia che inglesi e americani avevano allestito in varie nazioni del mondo, dall'Egitto all'Algeria, dalla Palestina al Kenya, dal Sudafrica all'India, e persino alle Hawaii. "Ma tu con chi stai, con il duce o con il re?" fu il drawback di fronte al quale si trovarono i nostri soldati, colti di sorpresa dall'annuncio della resa senza condizioni accettata dall'Italia e dalla conseguente fuga di Vittorio Emanuele III a Brindisi: dopo avere combattuto in step with anni contro un nemico preciso e riconosciuto, bisognava scegliere, all'improvviso, se passare o no dall'altra parte della trincea. Di questa massa enorme di giovani - l'età media period di 23-24 anni - una cospicua minoranza scelse di non "tradire", ma gli storici, sia in line with l. a. scarsità delle fonti ufficiali sia in line with l. a. "delicatezza" politica dell'argomento, non se ne sono occupati che in maniera superficiale: ancora oggi, gran parte delle notizie utili a una ricostruzione ampia e articolata di quegli anni convulsi e contraddittori ci giungono da pagine autobiografiche o dai resoconti memorialistici dei protagonisti. Molti dei quali, avendo risposto di no all'appello di Badoglio a rientrare in patria, anche consistent with non subire odiose discriminazioni, che in realtà ci furono, preferirono il silenzio. Tra loro personaggi importanti come Alberto Burri, Vincenzo Buonassisi, Giuseppe Berto, Gaetano Tumiati, Nino Nutrizio - diventati poi celebri artisti, scrittori e giornalisti. Ciononostante, una certa "vulgata" storiografica ha continuato a ignorare l'esistenza dei soldati italiani imprigionati nei campi inglesi o americani: a lungo incerti se abbandonare o meno idealismi politici e cieche ubbidienze "all'idea", avevano rifiutato le lusinghe dei loro detentori - decisi a farne dei "cooperatori" - con il rischio di patire, talvolta, pesanti conseguenze fisiche e psicologiche. Lontani migliaia di chilometri dalla loro patria, andarono incontro, vuoi in keeping with fedeltà ideologica al fascismo (e poi alla Rsi), vuoi in line with orgoglio o, più semplicemente, according to coerente dignità militare, a un futuro denso di incognite e di rischi. Quelli che dissero no restituisce voce e memoria advert alcuni di quei protagonisti e riporta alla luce una tessera significativa, spesso rimasta in penombra, di quel mosaico di esperienze e avventure personali che ha caratterizzato l'"altra Resistenza".

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By Silvia Cassamagnaghi

“Queste ragazze avevano in comune il fatto di essere giovani – a volte giovanissime – mogli italiane e poco altro; los angeles loro provenienza geografica e los angeles loro estrazione sociale non avrebbero potuto essere più various. Come profondamente diversi erano i compagni che si erano scelte e i luoghi ai quali erano destinate.”

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By Claudio De Boni

'Lo stato sociale nel pensiero politico contemporaneo: il Novecento'. L'idea di stato sociale, vale a dire di uno stato che si interessa concretamente del destino economico dei cittadini, si impone progressivamente nella riflessione occidentale del Novecento. Contro l. a. tradizione di pensiero che interpretava politica ed economia come sfere distinte e autonome, varie tradition politiche spingono verso il riconoscimento dei diritti sociali e dei doveri dello stato a intervenire in step with proteggere gli strati deboli della popolazione. Prima fra tutte è l. a. cultura socialdemocratica, seguita da un liberalismo che si fa sempre più "sociale" dal pensiero cristiano, fino al fenomeno dello "stato sociale totalitario", che vede anche gli stati totalitari elaborare politiche atte a inserire il proletariato nell'ordine nazionale.
Il libro si inserisce in un'opera complessiva che intende evidenziare los angeles presenza del tema dello stato sociale nel pensiero politico contemporaneo. Dopo il quantity dedicato all'Ottocento (FUP 2007), questo si occupa del periodo che va dall'inizio del Novecento alla formulazione di uno dei più compiuti e organici progetti di stato sociale, quello elaborato da Beveridge in Inghilterra durante los angeles seconda guerra mondiale.

Claudio De Boni insegna Storia delle dottrine politiche e Storia del pensiero politico presso los angeles Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. los angeles sua attività di ricerca si svolge soprattutto attorno alla storia del pensiero utopico, all'elaborazione di idee politiche presente nel positivismo, in particolare francese, e appunto alla nascita e allo sviluppo dell'idea di stato sociale. Su quest'ultimo ambito ha pubblicato, prima di quest'opera, tra le altre 'Alla ricerca dello stato sociale. Politica ed economia nel pensiero francese della prima metà dell'Ottocento' (1999).

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By Boris Pahor

“Ogni Giorno della memoria si ripete sempre nello stesso modo: si parla molto di Auschwitz, si parla di Birkenau o Treblinka, di Buchenwald o di Mauthausen, ma quasi mai di Dora-Mittelbau, di Natzweiler-Struthof e altri campi riservati ai Triangoli rossi, i deportati politici. E spesso mi risentivo, qualche volta a voce alta, non perché sono stato un Triangolo rosso anch’io, bensì perché avere sul petto, sotto il numero che sostituiva il nome e il cognome, il triangolo rosso, significava che ero stato catturato perché come soldato non mi ero presentato all’autorità militare nazista, ma avevo scelto di oppormi in nome della libertà. Ecco, questa period l. a. ragione del mio risentimento: bisognava ricordare come l’opposizione nei diversi paesi si fosse organizzata anche in resistenza attiva, certo soprattutto clandestina, ma non solo.”
Boris Pahor

La storia dei “Triangoli rossi”, com’erano soprannominati i detenuti politici arrestati according to attività antinaziste e condotti forzatamente nei campi di lavoro, è poco nota, ma torna alla luce in questa eccezionale testimonianza di Boris Pahor, in un racconto appassionato, documentato e coraggioso

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